REGGIO EMILIA - CORRUZIONE IN PREFETTURA, TUTTI ZITTI GLI ACCUSATI

Si sono svolti ieri, in tribunale, gli interrogatori di garanzia della funzionaria della Prefettura Sonia Bedogni e delle altre tre persone coinvolte nell’operazione che ha portato alla luce un sistema di corruzione per l’ottenimento della cittadinanza italiana. Tutte si sono avvalse della facoltà di non rispondere.La Bedogni è agli arresti domiciliari nella sua abitazione  di Quattro Castella con le accuse di corruzione impropria e passiva. Secondo quanto emerso dalle indagini della polizia la 60enne funzionaria della Prefettura reggiana sarebbe stata al centro di un sistema corruttivo che consentiva la velocizzazione delle pratiche per l’ottenimento della cittadinanza italiana a stranieri dietro il pagamento di mazzette. Ben 116mila euro sono stati sequestrati sui suoi conti.Ai domiciliari anche due fratelli di origini pakistane, Irslan e Umar Parvez, 29 e 23 anni, titolari di una agenzia di pratiche a Guastalla che avrebbero pagato per ottenere favori sulle pratiche da loro seguite.

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